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Disturbo dello Spettro Autistico

Disturbo dello Spettro Autistico 

Di cosa si tratta

Il disturbo dello spettro autistico è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo neurobiologico, si manifesta con alcune specifiche caratteristiche comportamentali, cognitive e sensoriali.

Le Caratteristiche principali 

Il disturbo si caratterizza per un’ampia gamma sintomatologica e diversi livelli di gravità, si parla infatti di “spettro”. Questo concetto è molto importante poiché lo spettro è un continuum di variabilità. Le caratteristiche individuali di ogni soggetto autistico possono essere molto diverse, tuttavia esistono delle aree nelle quali il disturbo si manifesta e che aiutano a definire quella che oggi viene chiamata sempre più spesso “neurodiversità”. In particolare le aree:

  • comunicazione: difficoltà nella produzione verbale e non verbale e a comprendere il linguaggio verbale e non verbale. Le persone autistiche possono avere difficoltà di articolazione del linguaggio e dei suoni e interpretare il linguaggio in maniera letterale, non cogliendo le sfumature come l’ironia, i giochi di parole, i modi di dire.
  • sociale: l’interesse e la capacità di avviare la comunicazione sociale o la reciprocità nella conversazione è compromessa o anomala
  • immaginativa: interessi ristretti o interesse marcato per oggetti inusuali, comportamenti e abitudini rigidi, ripetitivi e stereotipati
  • regolazione emotiva: manifestazioni anomale delle emozioni, difficoltà o incapacità di riconoscere le emozioni negli altri e di adattare di conseguenza il comportamento
  • sensoriale: poca sensibilità o ipersensbilità a stimoli di tipo diverso (per esempio stimoli tattili, uditivi, olfattivi, ecc) che possono causare comportamenti di difesa o di ricerca di stimoli sensoriali
  • funzioni esecutive: riguardano la capacità di pianificare, di organizzarsi e di modificare il comportamento in base al contesto e alle circostanze e possibili risposte inadeguate
  • attentiva: difficoltà a modificare l’oggetto dell’attenzione e le proprie azioni e routine, ad affrontare i cambiamenti, a passare da una attività all’altra.


Il disturbo dello spettro autistico può presentarsi anche associato a:

  1. Compromissione intellettiva
  2. Compromissione del linguaggio
  3. Altre condizioni mediche o genetiche o fattori ambientali
  4. Un altro disturbo dello sviluppo neurologico, mentale o comportamentale

Alcuni segnali

Come riconoscere l’autismo?

Già nei primi anni di vita il bambino può manifestare comportamenti insoliti e ripetitivi, movimenti inusuali come dondolarsi, scuotere o fare cenni con le mani ,battersi la testa. Il bambino può tendere ad isolarsi non richiedendo la partecipazione dell’altro nelle sue attività oppure utilizza l’altro in maniera strumentale per l’appagamento delle esigenze del momento. Spesso non mantiene il contatto oculare, può presentarsi ecolalia, ritardo nell’acquisizione del linguaggio. Può reagire in modo abnorme a fronte di alcune stimolazioni sensoriali per esempio non tollerando alcuni suoni, rumori, immagini, odori o il contatto con alcuni indumenti o tessuti.

Quando si manifestano i sintomi dell’autismo infantile?

Sebbene l’età media in cui viene effettuata la diagnosi oscilli tra i 3 ed i 4 anni, retrospettivamente, si ritiene che la maggior parte dei bambini manifesti il quadro clinico entro ai 20 mesi di vita

Cosa fare

In caso di dubbio il primo passo è quello di parlarne con il proprio pediatra che potrà effettuare un primo screening ed eventualmente indirizzare i genitori affinché si proceda con una valutazione diagnostica specifica e approfondita.

La diagnosi

La valutazione, che prevede il coinvolgimento di una équipe di specialisti, deve essere fatta il prima possibile in modo che, in caso di diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, sia possibile iniziare il trattamento abilitativo tempestivamente al fine di rendere l’intervento massimamente efficace.

Il percorso di valutazione deve stabilire il profilo comportamentale dal punto di vista cognitivo, comunicativo, sociale ed emotivo del bambino e permettere la definizione di obiettivi abilitativi, educativi, di apprendimento e didattici.

Gli obiettivi

Gli obiettivi saranno centrati sul favorire  il massimo sviluppo possibile delle diverse competenze compromesse dal disturbo. Punto di partenza è il riconoscimento della specifica situazione del bambino, della sua unicità e dei suoi punti di forza. 

Alcuni esempi di obiettivi abilitativi

  • aumentare la comunicazione funzionale e spontanea;
  • rafforzare le competenze sociali quali attenzione condivisa, interazione reciproca;
  • aumentare le competenze scolastiche;
  • rafforzare le competenze cognitive;
  • limitare la presentazione di comportamenti problema quali isolamento, stereotipie motorie o vocali, giochi ripetitivi o stereotipati, auto e/o etero-aggressività, comportamenti distruttivi, comportamenti socialmente non accettabili.

Tipologie di cura presso il Centro

L’équipe del Centro risponde alle esigenze di molte famiglie operando in collaborazione con le Unità di Neuropsichiatria Infantile del Territorio e/o altri specialisti che hanno in carico il bambino,  con la scuola e altri enti educativi, promuovendo una presa in carico di rete costante e coerente che mette al centro il bambino o ragazzo e la sua famiglia.

E’dimostrato infatti che l’efficacia degli interventi aumenta se tutte le persone che interagiscono con i bambini o ragazzi condividono obiettivi e adottano le stesse modalità di comunicazione e di comportamento. 

In età precoce gli interventi più indicati sono la terapia neuropsicomotoria e la terapia logopedica.

Gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale sono indicati generalmente a partire dai 7/8.

I percorsi psicoeducativi e di parent training per i genitori sono anch’essi fondamentali e indicati per tutte le età.    

 

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