La fobia scolare

di Edy TrazziScarica in PDF

Il termine “fobia scolare” viene comunemente utilizzato per descrivere una sindrome nella quale il sintomo preponderante  è una forte paura o angoscia  legata all’idea andare  a scuola.  Alcuni studiosi preferiscono usare il termine “rifiuto della scuola” per porre l’accento sugli effetti prodotti da questo tipo di disturbo. Il forte disagio emotivo percepito dal bambino è spesso  associato a  manifestazioni comportamentali, cognitive, e fisiologiche. I bambini con questo tipo di problema, si rifiutano di andare o entrare a scuola oppure ci vanno ma fanno in modo di essere rimandati a casa dopo poche ore, altri ancora  frequentano la scuola sopportando, però, un livello di stress estremamente elevato. Al risveglio o poco prima di uscire, il bambino comincia ad agitarsi, a chiedere di restare a casa o se è riuscito a raggiungere la scuola, di essere  riportato a casa,  cerca di convincere il genitore e promette di andarci il giorno seguente, piange, può cercare di scappare. La sua ansia può crescere fino a diventare una attacco di panico. Alcuni cominciano a preoccuparsi già la sera, prima di andare a letto.  Spesso il bambino con questo disturbo ha pensieri negativi relativi allo stare a scuola.  Si sente inadeguato e incapace di fronteggiare la situazione,  pensa di non poter tollerare il giudizio, la valutazione o il confronto con gli altri, ritiene le richieste scolastiche eccessive o troppo faticose, i compiti troppo noiosi oppure ha forti preoccupazioni relativamente alla separazione dalla figura di attaccamento, spesso la madre che rimane a casa “da sola”.

Sul piano somatico il bambino riporta dolori addominali, nausea, inappetenza, dolore agli arti, cefalee, disturbi del sonno.

Nei periodi di vacanza scolastica o quando non pensa alla  scuola, i sintomi scompaiono e il bambino appare sereno e capace di dedicarsi alle sue normali attività.

La fobia scolare è un disturbo che deve essere affrontato seriamente e rapidamente, non devono essere sottovalutate, infatti, le  conseguenze contingenti, il forte disagio percepito dai bambini e dai loro genitori, e l’ interferenza con il normale sviluppo emotivo e sociale.

Le cause per cui un bambino può sviluppare un rifiuto scolare possono essere molteplici ed è per questo che occorre necessariamente cercare di capire i sui significati funzionali;  sulla base di questi e di una più ampia  valutazione psicodiagnostica, il clinico potrà  impostare un trattamento che dovrà necessariamente coinvolgere bambino, genitori e insegnanti.