Disturbi della scrittura e del calcolo

di Rossana Isgrò

 

“Mamma perché arrivo fino ad un certo punto e poi basta?

I bambini delle elementari le tabelline le sanno.

Io no, e faccio la prima media”

“Tesoro, anche Einstein le tabelline non le sapeva” (Stella, 2002)

 

I disturbi dell’apprendimento frequentemente si manifaestano associati, ecco perché si parla di sindrome dislessica. Insieme alla dislessia infatti spesso si presentano anche  disturbi della scrittura: disortografia e disgrafia e   disturbi nell’area dei numeri: discalculia.

I disturbi di scrittura sono detti disortografie, cioè difficoltà nel realizzare i processi di correzione automatica del testo. Nei testi scritti di questi bambini si trovano, quindi, errori, che sono di vari tipi: di tipo fonologico (scambi, omissioni-aggiunte, inversioni di lettere), di tipo grafemico o comunque non fonologico (errori di “regole”, doppie, attaccatura-staccatura delle parole). Sono questi ultimi gli errori più sensibili ad una modificazione con l’apprendimento.

Spesso i bambini disortografici sono anche disgrafici, cioè hanno una calligrafia poco chiara, disordinata e difficilmente comprensibile. Una scrittura senza errori comporta un’integrazione contemporanea di tutte le componenti della scrittura, che così può diventare automatica. Nel caso dei bambini disortografici, l’incompiuta automatizzazione della scrittura richiede loro un’attenzione eccessiva sugli aspetti di ortografia, comportando una maggiore probabilità di errori e, spesso, un peggioramento della grafia, proprio per l’attenzione eccessiva che viene richiesta.

Le difficoltà che i bambini con dislessia evolutiva possono avere nell’aritmetica riguardano il numero (cioè la struttura del numero, non la sua concettualizzazione) e, come nella lettura e nella scrittura, esse possono presentare aspetti fonologici (il bambino tratta i numeri come le lettere delle parole che legge o scrive, e li scambia, li omette o li inverte) o aspetti lessicali (riguardare cioè la “grammatica” del numero: le decine, le centinaia, le migliaia). Possono rilevarsi nel contare all’indietro, nel dire velocemente quale numero viene prima o dopo un altro, nelle tabelline e nel calcolo orale veloce, che non diventano mai automatici, nei calcoli scritti, nella scrittura, lettura e ripetizione di numeri. Si parla, cioè, di discalculia evolutiva. La soluzione dei problemi matematici in genere è buona in questi bambini, perchè sono intelligenti, ma può essere compromessa da un eccessivo impegno del bambino nel calcolo e nel numero.